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tmmCon la scadenza della procedura di mobilità i lavoratori Tmm sono stati licenziati, ma questo non vuol dire arrendersi, rassegnarsi e non continuare a lottare per creare una nuova prospettiva imprenditoriale e occupazionale.

La chiusura di un’impresa non é solo un impoverimento economico di un territorio, un dramma sociale e umano, ma é anche un dramma per la democrazia. L’azienda CSL non si é mai presentata a nessun tavolo, non ci ha mai messo la faccia.

Chiudere un’impresa fuggendo letteralmente dal territorio, segna il degrado dei cardini democratici e della civiltà delle relazioni che stanno alla base di un paese civile e democratico.

Questi comportamenti imprenditoriali di basso profilo non hanno nulla a che vedere con le crisi aziendali; un imprenditore è sempre tenuto al rispetto dei lavoratori e non deve mai arrecare danno alla loro libertà e dignità.

Quanto sta succedendo alla Tmm ci deve far riflettere, perché mette anche in evidenza il declino delle funzioni dello Stato di diritto Costituzionale.

Le lavoratrici ed i lavoratori Tmm hanno dimostrato di avere una grande intelligenza sapendo trovare le ragioni dello stare assieme e del restare uniti, lottando con tenacia ed Onore.

Noi continueremo a batterci al loro fianco fino in fondo per costruire insieme una nuova condizione lavorativa e di tutela dell’importante patrimonio professionale dei lavoratori, in un’ottica di prospettiva dove bisogna anche ragionare sulla tenuta complessiva dell’indotto che ruota attorno alle due ruote ed alla sua innovazione.

Massimo Braccini, segretario generale Fiom Toscana

Firenze, 28.10.2017

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