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NcaContinua il presidio permanente dei due lavoratori incatenati davanti al cantiere ex Nca perché ingiustamente licenziati. Questa é la seconda settimana di presidio ed è una grave ingiustizia che due lavoratori dopo una vita di lavoro siano sbattuti fuori dall’azienda da un padrone senza scrupoli.

Questa mattina come Fiom Toscana abbiamo richiesto un incontro presentandoci alla portineria del cantiere, l’azienda ovviamente non ha risposto né ci ha ricevuto trincerandosi dietro un’ assordante silenzio. D’altronde da un’azienda che aveva tenuto molti lavoratori per oltre un anno in un reparto confino a non lavorare non ci potevamo aspettare nulla. Ma era un atto dovuto, questo anche a conferma, qualora ve ne fosse ulteriormente bisogno, dell’idea prepotente con cui si pensa di gestire un’azienda.

I lavoratori incatenati non solo subiscono il licenziamento, ma sono anche vittime di un sistema che ha teso a riportare la Costituzione fuori dai luoghi di lavoro e le responsabilità politiche di aver reso a buon mercato il lavoro sono gravissime. Non possiamo però tollerare ingiustizie di questa gravità, ne tollerare luoghi di lavoro dove i diritti ed il rispetto dei lavoratori sono negati alla radice.

Nella civile Toscana molte sono le imprese fondate su civili relazioni sindacali e sul rispetto delle persone che lavorano. Le varie iniziative sindacali a sostegno dei due lavoratori si susseguono quotidianamente, ma vi è bisogno anche di ulteriori passaggi Istituzionali ed oltre al Consiglio Comunale straordinario a Carrara sarebbe opportuno che anche la Regione Toscana convocasse un apposito Consiglio Regionale su questa questione e sullo sviluppo distorto di tutta la nautica in Toscana che, se fondata su queste basi, riteniamo non abbia futuro.

Abbiamo il dovere di dare un indirizzo strategico ad un settore in ripresa e non permettere che si assista a gestioni scellerate di importanti aziende dove il valore sociale del lavoro viene mortificato. Ci vogliono scelte coraggiose, anche la Regione, oltre al Comune, può intervenire sulle concessioni pubbliche demaniali su cui operano i cantieri nautici.

Nulla è semplice, ma ognuno si deve assumere la propria responsabilità e laddove non vi sia un uso del demanio pubblico nel miglior interesse della collettività, si deve avviare le pratiche per revocare la concessione.

Massimo Braccini, segretario generale Fiom Toscana

Firenze, 14.11.2017

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