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Nella civile Europa si è in gran parte liberalizzato il diritto del lavoro attraverso Leggi che di fatto favoriscono lo sfruttamento dei lavoratori e l’abbassamento delle retribuzioni in nome della competitività e del profitto. L’ 82% della ricchezza creata nel 2017 nel mondo è finita nelle mani dell’1% più ricco della popolazione mondiale. Il boom di miliardari segna il pieno fallimento del sistema economico.

Ma come si riesce ad accumulare così grandi patrimoni personali, ad evadere le tasse e favorire una società così distorta? Jeff Bezos, patron di Amazon, è uno degli uomini più ricchi al mondo e detiene un patrimonio di oltre 100 miliardi.

La possibilità di accumulare così grandi ricchezze personali è frutto di un lungo processo con precise responsabilità politiche.

I mercati sono costruzioni storiche degli uomini, non entità sovrannaturali.

Di pari passo alla massima disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza c’è la rete che è diventata la patria di un nuovo mondo che supera i controlli ed i confini nazionali ed internazionali. L’unione tra internet e la finanza incontrollata creerà una ulteriore condizione pericolosa e non si sente in giro una analisi politica sul come affrontare questa specie di nuova “ rivoluzione” che rischia sempre più di ridurre una già flebile democrazia in tutto il mondo.

Tuttavia, il Jobs Act in Italia oltre a cercare di rendere insussistenti i Contratti nazionali di lavoro e ledere lo Statuto dei diritti dei lavoratori, ha introdotto elementi di controllo dei lavoratori attraverso computer, tablet e cellulari, poi ci si stupisce se qualcuno inventa anche il braccialetto elettronico.

Le riforme non partono mai dal regolare il capitale e per redistribuire la ricchezza, ma sempre per cercare di regolare il lavoro al ribasso. Nessuna modernizzazione può essere fatta contro i lavoratori, la tutela della dignità umana è la base di ogni valore umano, la più alta prerogativa di ogni persona, ed i lavoratori debbono essere liberati da ogni alienazione e sfruttamento, pena la decadenza della civiltà.

Come organizzazioni sindacali abbiamo l’obbligo di batterci per una società alternativa, in nome della libertà e della democrazia, che tanti sacrifici costò ai ns. padri e che costituisce la più seria garanzia di progresso civile.

Massimo Braccini, segretario generale Fiom Cgil Toscana

Firenze, 03.02.2018

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