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BSiamo i primi ad essere interessati al cambiamento, ma quanto deciso riguardo al frazionamento dell'area Polo Nautico e' una decisione senza una logica industriale e che rischia di provocare un disastro.

Ci stupisce in primis il Comune di Viareggio, ma anche Provincia e Regione con quanta disinvoltura abbiano cambiato opinione riguardo a quanto avevano deciso appena un anno fa. È stato commesso un pesante errore di metodo, merito e contenuti e non è un caso che, dopo il via libera al frazionamento da parte del Comitato portuale, Polo Nautico abbia annunciato licenziamenti.

Aver deliberato il frazionamento di una concessione, dove risiede una compagine societaria consortile, senza aver valutato alla base lo status di tutte le imprese che la compongono, la loro tenuta, i carichi di lavoro, l'occupazione oggi esistente che circola nell'area e un piano industriale complessivo, è preoccupante ed evidenzia una visione miope, una mancanza di strategia e di prospettiva e può provocare una speculazione sulle spalle dei lavoratori.

Bisogna ragionare sull'economia del mare e sull'insieme di attività che compongono questa economia e poi valutare come Viareggio si inquadra all'interno di un sistema, ben sapendo che in ogni territorio vi è una diversa situazione e che si continua a ragionare invece come in passato, come se la globalizzazione non fosse arrivata anche alla nautica, ed è evidente che la Regione deve svolgere un ruolo fondamentale, proprio ad iniziare da Viareggio dove ha una competenza diretta.

Il sistema della nautica non sarà riproponibile nelle forme che abbiamo conosciuto, quindi per competere bisogna chiederci cosa possiamo fare sinergicamente tra Toscana e Liguria e come ci si colloca all'interno del mediterraneo. Un sistema e' crollato con la crisi e anche un modello di sviluppo, abbiamo il dovere di inventarcene un altro.

Invitiamo le Istituzioni a rivedere la posizione sul frazionamento Polo Nautico, ad aprire una discussione appropriata con tutti i soggetti interessati, a non fuggire al confronto e a lavorare per dare un indirizzo diverso rispetto a una situazione complessa che, dalle sue sorti, ora come in passato, dipende lo sviluppo economico e occupazionale della città e di un sistema complessivo. Qualora invece si continuasse su questa strada, porteremo avanti tutte le azioni necessarie volte a non permettere l'attuazione di decisioni sbagliate e dannose.

Massimo Braccini, segretario generale FIOM Toscana

Firenze, 09.05.2016

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