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FotoPNÈ evidente che i piani industriali li debbano presentare gli imprenditori e, nel caso di Polo Nautico, vi doveva essere un piano industriale complessivo, nello spirito richiesto dalla concessione unica.

Invece non c'è nessun piano industriale, il comitato portuale ha valutato solo la richiesta di un singolo imprenditore di questa compagine e hanno frazionato l'area con concessione unica.

Ci sembra un mondo alla rovescia, non si dovrebbero prima valutare i piani e le prospettive imprenditoriali e poi decidere quale miglior utilizzo dare ad un bene pubblico? Senza piani industriali cosa si va a deliberare e sulla base di che cosa? Non ci si può rinchiudere nei tecnicismi!

La posizione espressa al tavolo in Regione ci ha ancora più convinto della nostra ferma posizione a contrastare quella scelta. Il piano di ristrutturazione e conversione dell'area del 21 giugno 2002 era chiaro e supportato da studi, analisi, dimostrazioni di piani, portafogli ordini e investimenti, nella convinzione che i vari operatori della filiera dovessero essere integrati il più possibile all'interno di un unico complesso socio economico. Ecco perché la scelta della concessione unica.

Oggi siamo in un'altra storia ed epoca, questo complesso industriale si avvia verso il declino e gli indirizzi presi dal Comitato portuale, con il pieno sostegno Istituzionale a tutti i livelli, non da nessuna soluzione alla crisi, manca proprio dei presupposti fondamentali strategici.

Siamo noi i primi a voler cambiare e a voler contribuire a risollevare le sorti della nautica a Viareggio e in Toscana, anche a Carrara vanno rivalutate nuovamente le concessioni in rapporto ai piani industriali che il cantiere ex NCA non sta rispettando, mentre a Viareggio non c'è proprio nessun piano per questa area, così non si va da nessuna parte. 

Massimo Braccini, segretario generale Fiom Toscana

Firenze, 14.06.2016

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