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BNegare ad avere diritto di parola riguardo le concessioni ad un sindacato che vuole tutelare l'occupazione ed i lavoratori, così come sentenziato dal Tribunale Amministrativo per la Toscana, apre un problema politico pesante nei confronti della stessa Regione Toscana riguardo alla legislazione in materia di legge regionale e di regolamento dell'autorità portuale.

La legge regionale dovrebbe favorire il primato del governo pubblico, non quello dei privati, e quindi rilasciare concessioni sulla base degli interessi della collettività, dell'occupazione e per favorire lo sviluppo. Noi abbiamo cercato di rimediare agli errori del governo pubblico, Regione Toscana e Comune di Viareggio in primis, perché con il frazionamento della concessione Polo nautico senza un'idea di prospettiva industriale complessiva si è prodotto un danno in termini di sviluppo, e quindi non si è garantito che l'economia svolga una funzione sociale.

La sentenza però non entra nel merito del frazionamento della concessione e al di là del poter ricorrere al Consiglio di Stato, cosa che valuteremo, la questione che si pone e' quella della Legge Regionale e della sua modifica perché questo apre comunque un problema generale.

Il Presidente delle Regione Toscana mette in evidenza spesso il problema della cosa pubblica, ma nei meandri della Legge istitutiva sulla Autorità Portuale Regionale e nel regolamento dei suoi indirizzi, criteri e direttive per la gestione delle aree demaniali, e' evidente che non viene privilegiata la cosa pubblica se al centro non si mettono gli interessi del lavoro, dell'occupazione e delle stesse Organizzazioni Sindacali che hanno il diritto di intervenire per promuovere lo sviluppo equilibrato dell'economia, la salvaguardia dell'ambiente e l'emancipazione del lavoro.

La scelte fatte e le Leggi così definite dalla stessa Regione Toscana dimostrano che di fatto si rimane prigionieri di interessi privati.

La Regione Toscana ha in mano gli strumenti per modificare le regole e rivedere la Legge Regionale in materia, sarebbe buona cosa aprire un confronto per discutere veramente di come si favorisce lo sviluppo, non è mai troppo tardi, e magari avere il coraggio di rivedere le posizioni e cambiare le regole.

Per quanto ci riguarda continueremo a batterci in ogni sede e con specifiche iniziative, così come è nostro dovere fare, affinché il primato pubblico sulle aree demaniali prevalga veramente sugli interessi e sulle speculazioni private.

Massimo Braccini, segretario generale Fiom Cgil Toscana

Firenze, 13.03.2017

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