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Massimo Braccini, coordinatore nazionale Fiom per il Gruppo Piaggio, ha rilasciato oggi il seguente comunicato.

PiaggioScioperoA seguito dell'incontro con il Presidente della Piaggio e le assemblee dei lavoratori, la Fiom intende analizzare attentamente la situazione del gruppo Piaggio e definire una idonea strategia sindacale volta ad approfondire le reali prospettive del gruppo in Italia, della sua occupazione, l'indotto, il rilancio della contrattazione, l'analisi sui tempi e ritmi di lavoro, l'organizzazione del lavoro, la gestione degli ammortizzatori sociali e definire le azioni necessarie per il superamento della fase di crisi.

Uno dei punti più delicati è sicuramente quello della scarsità di investimenti in Italia e nel prodotto. Crediamo che questa sia una delle condizioni fondamentali per agganciare la ripresa in Europa anche se sappiamo bene che non potranno essere garantiti gli stessi volumi del passato, ma proprio per questo ci vuole un cambio di passo.

La qualità del prodotto e quindi gli investimenti sono determinanti, solo che ci sembra di capire che questi vi saranno solo se il mercato riparte e non c'è l'intenzione di aumentare il capitale, cosa che invece sarebbe fondamentale. Al contrario si nota una politica volta alla riduzione dei costi, con pezzi di produzione che vengono non più fatti direttamente negli stabilimenti dai diretti lavoratori e che crediamo vada riportata sotto controllo.

L'altro punto delicato è sicuramente l'indotto. Nella Val d'Era ruotano ancora oggi una cinquantina di imprese con un'occupazione complessiva di un migliaio di lavoratori che devono essere assolutamente salvaguardati. Bisogna pensare ad una specie di accordo di programma territoriale specifico per la tutela dell'indotto legato alla Piaggio.

I numeri sull'abbassamento delle vendite sono noti, così come quelli della conseguente perdita di volumi e produttività, compensata con un utilizzo ammortizzatori sociali che va avanti da anni di.

Questa “politica industriale” portata avanti dalla Piaggio non ci convince. Il piccolo utile che ha fatto capolino e che ha permesso di distribuire dividendi tra gli azionisti ha sottratto in qualche maniera risorse indispensabili alla gestione industriale, tanto più in una fase delicata. La ricerca costante della riduzione dei costi, la stretta sui ritmi di lavoro e tempi accompagnato dall'utilizzo di ammortizzatori sociali non è a nostro avviso la condizione per il rilancio industriale. Riteniamo quindi che non sia possibile accompagnare questo andamento perché non crediamo che porti verso una ripresa; non a caso altre case delle due ruote hanno fatte altre scelte.

Vi è quindi la necessità di rilanciare un'azione sindacale con un punto di vista autonomo sulla situazione del gruppo Piaggio, coinvolgendo i lavoratori e le lavoratrici e tutti i soggetti interessati, compreso il Governo se necessario, affinché una delle storiche imprese nazionali non si avvii verso un inesorabile declino.

Massimo Braccini, coordinatore nazionale Fiom Gruppo Piaggio

Firenze, 02/04/2015

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