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I Fondi di Previdenza Complementare sono forme di previdenza finalizzate a erogare una pensione aggiuntiva a quella erogata dagli Istituti di previdenza obbligatoria (Inps, Inpdap, Casse professionali ecc.) allo scopo di assicurare più elevati livelli di copertura previdenziale anche dopo il pensionamento.

All'atto del pensionamento, il soggetto sottoscrittore potrà vedersi riconosciuto il fondo pensione con valore pari alle somme accumulate, con un'erogazione in forma di rendita o di capitale. E' comunque possibile richiedere una parte del fondo pensione anche prima della scadenza del contratto, qualora il denaro fosse necessario per spese sanitarie, acquisto e/o interventi di ristrutturazione nella prima casa, perdita dell'autosufficienza o invalidità permanente.

Il lavoratore che aderisce a uno dei fondi beneficia direttamente in busta paga di un risparmio fiscale sul suo contributo pari all’aliquota marginale Irpef applicata e, contemporaneamente, ottiene il versamento del contributo a carico dell’azienda. L’adesione a uno dei fondi comporta la permanenza minima di due anni, sempre che non si determini la perdita dei requisiti di appartenenza, dopo di che è possibile trasferire in un fondo aperto ma senza il contributo dell’azienda.

Quando si cambia azienda si può:

  • trasferire tutto il capitale in un altro fondo;

  • riscattare tutto il capitale;

  • rimanere silenti

ANTICIPAZIONI

  • Per spese sanitarie straordinarie e terapie mediche (certificate dalle strutture pubbliche) è possibile richiedere fino al 75% del capitale con una tassazione del 15% che si riduce dello 0,3% per ogni anno dopo il 15° anno di iscrizione al fondo.
  • Per l’acquisto o la ristrutturazione della 1° casa per se o per i figli: dopo 8 anni di iscrizione e fino al 75% del capitale con tassazione al 23%.
  • Per altre esigenze, dopo 8 anni di iscrizione al fondo, fino al 30% del maturato con una tassazione del 23%.

RISCATTO

  • Parziale: 50% della posizione accumulata nei casi di inoccupazione (non inferiore a 12 mesi e non superiore a 48 mesi), mobilità, cassa integrazione ordinaria e straor- dinaria. Il riscatto parziale sarà tassato con l’aliquota del 15% (D. Lgs. 252/05) ridot- ta di una quota pari a 0,30% per ogni anno eccedente il 15° di partecipazione a forme pensionistiche complementari (per i montanti maturati dopo il 1/01/2007).
  • Totale: al momento della perdita dei requisiti (dimissioni, licenziamento, pensiona- mento, cambio contratto, invalidità permantente, inoccupzione per più di 48 mesi, decesso dell’aderente). Nei casi di invalidità permanente, inoccupazione superiore a 48 mesi e decesso, la tassazione sarà del 15% (D.Lgs. 252/05). In tutti gli altri casi vi sarà un’imposizione sostitutiva al 23%:

I requisiti per la rendita (Pensione) sono:

  • 5 anni di iscrizione al fondo e i requisiti per la pensione obbligatoria;

  • è possibile ritirare sempre il 50% del capitale e il rimanente in rendita;

  • ritirare il 100% del capitale se il 70% del montante non garantisce il 50% dell’assegno minimo sociale.

La tassazione del capitale e della rendita sarà del 15% che si riduce dello 0,3% per ogni anno dopo il 15° anno di iscrizione al fondo, fino al massimo del 9% (il 16% o il 100% per quelli che hanno iniziato prima del 28.4.93).

SILENZIO/ASSENSO SUL TFR (legge 252/2005)

  • Dal 1.1.2007 le lavoratrici e i lavoratori dipendenti hanno sei mesi di tempo, dalla data di assunzione, per scegliere, in forma esplicita, quale destinazione dovrà avere il proprio TFR, se lasciarlo in azienda o se destinarlo ad un fondo. In caso di nessuna scelta esplicita, il TFR verrà automaticamente trasferito ad un fondo pensione complementare di categoria.

Per ulteriori informazioni i lavoratori possono rivolgersi ai delegati FIOM-CGIL ed alle sedi sindacali territoriali: è bene controllare o far controllare la busta paga per verificare se i contributi versati al fondo sono corretti.

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