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ContinentalL’annuncio di un pesante piano di ristrutturazione che prevedeva dapprima un taglio complessivo di 500 posti di lavoro, che poi sono diventati 750 su mille dipendenti, ha risentito di una risposta sindacale ferma e decisa a cui hanno aderito tutti i lavoratori. L’adesione allo sciopero è stata pressoché totale.

Deve far riflettere però le modalità con cui si danno queste gravi notizie, come se dietro ad ogni posto di lavoro non ci fossero delle persone con le loro esigenze e le loro aspirazioni. Non vi é il minimo rispetto e sensibilità verso chi lavora ed ha fatto il bene dell’impresa. L’azienda sappiamo che ha volumi produttivi garantiti fino al 2023 e quindi potevano convocare la RSU e le organizzazioni sindacali per mettere in evidenza che a seguito dello spostamento delle produzioni dai componenti per motori a benzina verso quelli ibridi o elettrici, si avvierà un piano di investimenti per accompagnare un cambiamento e un processo di riconversione. Invece si é scelto di proposito un’altra strada, partendo dall’annuncio dei possibili esuberi che si possono venire a creare.

Durante lo sciopero abbiamo incontrato la direzione aziendale e ci hanno comunicato che iniziano ad esserci minime novità in termini di progetti che possono andare ad impegnare una ventina di lavoratori. Ma non possiamo pensare di accompagnare un processo di questa portata con piccoli annunci del momento che di volta in volta ci possono essere comunicati.

Vi é la necessità invece che l’azienda ci dica quale piano industriale intende portare avanti, quale processo di riconversione intendono avviare, gli investimenti, le produzioni future, la formazione per i lavoratori, in modo da avere chiare garanzie sulla prospettiva degli stabilimenti ex Continental di Fauglia e San Pietro a Grado e del mantenimento dei livelli occupazionali. Noi siamo disponibili ad accompagnare un processo di riconversione interessando tutti i soggetti interessati, ben sapendo che gli stabilimenti ex Continental sono sempre stati un’eccellenza grazie anche agli alti livelli professionali dei lavoratori, che sono il vero valore aggiunto. Siamo di fronte a grandi cambiamenti riguardo il settore auto e automotive su cui si gioca un pezzo di prospettiva industriale della nostra regione e dell’Italia, per questi motivi chiederemo un incontro urgente sia alla Regione che al Governo. La prossima settimana inoltre ci é stato comunicato che potremmo incontrare il responsabile degli stabilimenti Vitesco a livello mondiale, un incontro che riteniamo importante e dove ci aspettiamo garanzie e chiarezza sul futuro degli stabilimenti in Italia. Nel frattempo la mobilitazione dei lavoratori continua.

Massimo Braccini, Segretario generale Fiom Toscana

Firenze, 23 novembre 2019

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