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Massimo Braccini, segretario generale Fiom-Cgil Toscana, ha rilasciato oggi il seguente comunicato.

 

StopJobsActIl Jobs Act determina un doppio binario nella gestione dei licenziamenti sia collettivi che individuali, trattamenti diversificati, non ragionevoli e che tendono a creare ulteriori disparità e disuguaglianze nel mondo del lavoro.

I principi costituzionali in quella legge di fatto vengono stravolti visto che viene messo in discussione il principio di uguaglianza.

Invece organismi che nessuno ha mai eletto come l'OCSE e che negli ultimi anni non hanno indovinato nessuna previsione, plaudono a questa riforma e incoraggiano il Governo Renzi ad andare avanti su questa strada. Ma quale sarebbe questa via maestra?

I dati purtroppo sono allarmanti riguardo la disoccupazione, la perdita di potere d'acquisto e l'impoverimento collettivo e tutte le riforme come quelle portate avanti fino ad oggi non solo non hanno dato risultati, ma hanno aggravato la situazione.

Con la riforma Fornero e quindi la possibilità di poter licenziare meglio e lo scempio sulle pensioni ci raccontavano che saremmo arrivati in breve tempo alla ripresa, invece siamo all'esatto contrario.

Riforme che hanno prodotto danni e che vanno rimesse in discussione provando a far riformare da un'altra parte, dal capitale, altrimenti la svalorizzazione del lavoro non avrà fine.

Questa crisi e il debito pubblico che continua a crescere inesorabilmente, ma che probabilmente serve anche come spettro per legittimare qualsiasi scelta politica a favore dell'impresa e del rapporto capitale/ lavoro, creerà una ingiustizia sociale così profonda che trasformerà l'intera società in un qualcosa che ci riporterà verso un nuovo Evo.

I fondamentali delle politiche su cui si è costruita l'europa sono fallimentari, certo non per tutti, alcuni stanno facendo profitti come mai si sono visti, ma la gran massa dei lavoratori e delle persone si stanno impoverendo.

La conquista di un nuovo Contratto collettivo nazionale di lavoro e la redistribuzione della ricchezza diventano una priorità se vogliamo ritornare a discutere di diritti collettivi e del sociale, altrimenti tutto sarò affidato al mercato. Certo i bisogni e le società sono cambiate, la perdita di produttività in Italia è in scesa vertiginosa e questo ci deve far riflettere sulla costruzione di un progetto di società alternativo anche in rapporto all'ecologia.

Provvedimenti però come il Jobs Act che mettono al centro la libertà d'impresa e scardinano il diritto del lavoro vanno messi in discussione e va preparata una lotta sindacale di lungo respiro, non escludendo di ricorrerere ad un apposito referendum abrogativo che metta in discussione anche tutta la riforma Fornero e per il ritorno alle pensioni di anzianità quale DIRITTO in una società civile.

Massimo Braccini, segretario generale Fiom Toscana

Firenze, 20.02.2015 

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