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Massimo Braccini, segretario generale Fiom-Cgil Toscana, ha rilasciato oggi il seguente comunicato.

LavoroDirittiFase di assemblee in tutti i luoghi di lavoro nelle imprese metalmeccaniche e costruzione nei territori di coalizioni sociali con lavoratori, disoccupati, precari, associazioni e movimenti per cambiare le politiche economiche e sociali, per rianimare la democrazia e per preparare l'importante manifestazione nazionale di sabato 28 marzo a Roma.

Come Fiom intendiamo continuare le iniziative di mobilitazione contro l'attacco ai diritti dei lavoratori e contro il grave processo autoritario di riforme istituzionali, per affermare un'idea di stato sociale che sta alla base di uno stato civile, per la riconquista di un vero Contratto nazionale collettivo di lavoro e per estendere i diritti a tutti i lavoratori.

I grandi mutamenti di carattere tecnico scientifico organizzativi e sociali che attraversano la nostra epoca impongono a tutti noi cambiamenti e analisi sullo sviluppo economico, democrazia economica, diritti individuali e collettivi.

Tutte le riforme partono sempre dal lavoro quale ricetta unica di un sistema imposto; la via della solidarietà come elemento non caritatevole, bensì di riconoscimento delle tutele di ciascuno viene messa in discussione alla radice.

Si coglie la condizione di crisi come pretesto per rovesciare come un calzino lo stato di diritto. Con l'introduzione del Jobs Act e la piena libertà di poter licenziare senza giusta causa i lavoratori si ritorna a mettere in discussione la Costituzione nei luoghi di lavoro, riconsegnando nelle mani del più forte il destino dei più deboli.

Non potrà mai esistere nessuna moderna società fondata sull'arretramento dei diritti dei lavoratori.

Continueremo nella nostra lotta utilizzando tutti gli strumenti democratici che abbiamo, compreso, se necessario, l'utilizzo del referendum per l' abolizione di queste gravi norme e per la riconquista delle pensioni di anzianità quale diritto di un paese democratico.

La crisi la deve pagare chi l'ha causata, non chi lavora onestamente e le persone più deboli!

Abbiamo l'obbligo di protestare in nome della costruzione di una società moderna fondata sulla democrazia e sul rispetto dei principi costituzionali dove alla base, come diritto, vi è il lavoro.

Massimo Braccini, segretario generale Fiom Toscana

Firenze, 16.03.2015 

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