0
0
0
s2sdefault

Ci fa piacere che la nautica risenta di una importante crescita ed aumenti l’occupazione, ma è necessario anche capire quale tipo di occupazione sta aumentando e soprattutto comprendere i veri motivi del perché mancano le tante lamentate professionalità.

Nel corso degli anni le aziende hanno improntato modelli di sviluppo aziendali fondati sulla produzione in mano alle ditte in appalto e sub appalto. Una scelta precisa di politica industriale che sapevano benissimo avrebbe portato alla distruzione di un importante patrimonio professionale. Questo ha però permesso di fare sicuramente migliori profitti alle imprese, a scapito però delle professionalità e soprattutto del risparmio sul costo del lavoro.

Gli appalti nella nautica sono sempre stati strutturali, ma mai vi è stata una così accentuata differenza tra occupati alle dirette dipendenze dei cantieri e lavoratori in appalto. Se le aziende vogliono davvero contribuire a ricreare le professionalità, vista anche l’importante crescita del settore, potrebbero iniziare a fare assunzioni dirette, sia di lavoratori apprendisti che operai e ricreare alcuni reparti produttivi fondamentali affinché le aziende abbiano ancora delle fondamenta e siano radicate nei territori.

Non si risolvono i problemi delle mancate professionalità dei lavoratori solo con la formazione scolastica, le aziende si devono assumere le proprie responsabilità.

Dalla Viareggio centro internazionale della nautica e patria dei maestri d’ascia e calafati sarebbe un segnale importante se si iniziasse ad invertire una rotta di tendenza produttiva, se si discutesse davvero anche del modello di sviluppo produttivo, perché da questo dipendono le sorti di prospettiva future del settore. Va sviluppata poi una adeguata contrattazione per tutti i lavoratori del settore affinché si aumentino le retribuzioni ed un po’ di ricchezza venga distribuita anche ai lavoratori. Non vi sarà nessun futuro se fondato sull’arretramento delle condizioni dei lavoratori, sarà solo uno sviluppo effimero. Le Istituzioni invece si accontentano di sentirsi dare rassicurazioni dalle aziende private e lasciano fare, mentre dovrebbero svolgere un ruolo importante per regolamentare il settore,

visto che hanno poteri di intervento sul rilascio delle concessioni demaniali pubbliche su cui risiedono i cantieri. La Fiom sarà puntuale sull’azione sindacale, ma anche sulla proposta, cercando di arrivare a definire un protocollo sulla nautica toscana, al fine di favorire uno sviluppo nell’interesse collettivo, dell’occupazione e dei diritti dei lavoratori.

Massimo Braccini, segretario generale Fiom Toscana

Firenze, 12 maggio 2019

Vai all'inizio della pagina